L’autoconsumo collettivo spiegato a chi vuole fare impresa: la comunità energetica di Pescara allo Start Camp Abruzzo

19 Settembre 2026

18 Settembre 2026 – Marzia Mazzoni – 3 minuti di lettura

L’architetto Franco Feliciani, energy manager di CER Pescara, ha illustrato ai team del percorso promosso dall’Università “d’Annunzio” e dall’Università dell’Aquila come funziona una comunità energetica, dai conti in bolletta ai progetti sociali finanziati con gli incentivi

PESCARA –  Una famiglia consuma in media circa 3.000 chilowattora di energia elettrica all’anno. Con un piccolo impianto fotovoltaico può evitare l’emissione di circa 1.400 chilogrammi di anidride carbonica ogni anno, quanto ne assorbirebbero 55 alberi appena piantati. L’architetto Franco Feliciani, energy manager di CER Pescara, è partito da questo conto per spiegare l’autoconsumo collettivo ai partecipanti dello Start Camp Abruzzo 2026. L’intervento si è svolto giovedì 17 settembre, nella sessione pomeridiana dedicata al network della Start Cup, al Campus di Pescara della “d’Annunzio”.

«Lo Start Camp mette i team in contatto con la rete di partner che compone l’ecosistema della Start Cup Abruzzo», spiega la professoressa Gilda Antonelli, delegata del Rettore al Placement della “d’Annunzio” e responsabile scientifica del percorso. «Conoscere strumenti come le comunità energetiche aiuta a riconoscere opportunità che un’idea d’impresa può intercettare fin dalle prime fasi».

CER Pescara è un’associazione riconosciuta, iscritta come ente del terzo settore, che opera senza fini di lucro. Quanto la comunità riceve sotto forma di incentivi, benefici o donazioni, ha spiegato Feliciani, viene ripartito tra i soci oppure destinato ad attività al servizio della collettività, senza che l’associazione trattenga guadagni. Il bilancio è pubblico e consultabile online. La comunità può inoltre attivare più configurazioni, anche fuori dal territorio cittadino.

Si può aderire come semplice consumatore oppure come prosumer, il titolare di un impianto che produce e consuma. Esiste poi il produttore terzo, un professionista o un’azienda che fa della produzione di energia il proprio mestiere. Pur senza poter entrare nella comunità come socio, ha precisato l’energy manager, può mettere la propria produzione a disposizione dei membri perché la utilizzino in autoconsumo.

Per il consumatore l’adesione non costa nulla. Si tratta soltanto di iscriversi e mettere a disposizione, nelle parole di Feliciani, «una cosa negativa, il proprio consumo». È la comunità a prendersi quella parte negativa e a valorizzarla abbinandola alla produzione degli impianti. L’incentivo viene riconosciuto solo sulla quota di consumo del socio che avviene mentre qualcun altro sta producendo. A questo si somma un ulteriore ritorno legato alla voce della bolletta relativa agli oneri di trasporto e gestione del contatore, riconosciuto sulla quantità di energia rinnovabile utilizzata dal consumatore e immessa in rete dal produttore.

Chi ha investito in un impianto trae vantaggio su più fronti. C’è anzitutto il risparmio in bolletta sulla parte di produzione consumata direttamente. L’energia immessa in rete viene poi remunerata dal GSE. Si aggiunge infine la quota della tariffa incentivante che la comunità riceve e ripartisce tra produttori e consumatori.

Feliciani ha dedicato spazio anche al valore sociale del progetto. Condividere un’iniziativa, secondo l’energy manager, spinge le persone a staccarsi un po’ dai social, a ritrovarsi e a confrontarsi anche su posizioni contrastanti. La normativa consente poi alle comunità di destinare una parte del bilancio a progetti di utilità sociale. Per questo, ha spiegato, grandi aziende con molti dipendenti stanno aderendo al meccanismo: con gli incentivi possono realizzare progetti a favore dei lavoratori, come una mensa o un asilo nido.

La comunità si inserisce nella strategia energetica del Comune. Pescara, ha ricordato Feliciani, ha fissato una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e del 90% entro il 2040, con l’obiettivo della neutralità al 2050. Nel 2024 è stata la prima tra le core city europee dell’Intelligent Cities Challenge a firmare i Local Green Deal, declinazione territoriale del Green Deal europeo. Vi hanno aderito anche grandi realtà industriali con migliaia di dipendenti, tra cui la Walter Tosto e Fameccanica (gruppo Angelini), che hanno presentato i propri progetti a Bruxelles nel marzo 2025, in occasione della conferenza conclusiva dell’ICC della Commissione Europea, dove Pescara ha ricevuto il premio per il coinvolgimento delle imprese.

Dopo una prima fase faticosa, ha spiegato l’energy manager, la crescita della comunità sta diventando molto veloce. Le slide proiettate indicano per la fine del 2026 l’ingresso di nuove imprese, enti locali, associazioni e produttori terzi, con benefici per l’autoconsumo in aumento fino al 200%. Per aderire all’associazione e partecipare alla vita associativa, ha precisato Feliciani, non serve essere intestatari di una bolletta. Chi la paga può invece entrare anche nel meccanismo dell’autoconsumo, con una procedura online attraverso il sito della comunità.

Articolo di “Abruzzo Speciale” – Link al articolo

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