Comunità energetica, il Gruppo Zecca entra nella rete di Pescara

3 Ottobre 2026
3 Ottobre 2026 – Marzia Mazzoni – 3 minuti di lettura
 
Zecca entra nella Cer di Pescara. L'accordo è stato firmato da Zecca, dal presidente di CER Pescara Gianluca Migliozzi e da Vincenzo Marella, direttore generale di Zélo Energia

Firmato l’accordo con la CER cittadina: informazione ai clienti, impianti e servizi per accelerare la diffusione dell’energia condivisa

PESCARA – Negli archivi del Gruppo Zecca ci sono ancora le bollette di un’epoca in cui l’elettricità si pagava contando le lampadine di casa. Risalgono ai primi del Novecento, quando l’ingegner Odoardo Zecca, tornato da Torino con la laurea, costruì una centrale idroelettrica sul fiume Verde e cominciò ad allacciare le case vicine. Gennaro Zecca, amministratore del gruppo, l’ha raccontata ieri pomeriggio nella Sala Giunta del Comune di Pescara, prima di firmare la carta di collaborazione strategica con CER Pescara ETS, la comunità energetica rinnovabile nata dal Comune nel gennaio 2024.

“Per noi la comunità energetica è un ritorno al passato”, ha detto Zecca. Negli anni Sessanta la nazionalizzazione dell’energia elettrica non toccò l’azienda, perché Ortona e San Vito Chietino erano un’isola elettrica, con la produzione collegata direttamente alla rete locale. L’isola resistette fino agli anni Novanta. “Oggi il mondo torna a essere un mondo dove l’energia torna a essere verde, ma soprattutto torna a essere condivisa”.

L’accordo è stato firmato da Zecca, dal presidente di CER Pescara Gianluca Migliozzi e da Vincenzo Marella, direttore generale di Zélo Energia, la società del gruppo che vende luce e gas. L’incontro è stato moderato da Marzia Mazzoni, consigliera della comunità energetica.

Cosa prevede l’accordo

Il gruppo metterà a disposizione della CER due società. Zélo informerà i propri clienti dell’area di Pescara sull’esistenza della comunità e proporrà ai soci una tariffa dedicata per luce e gas. Zecca Green Solutions si occuperà di impianti, dal fotovoltaico alle pompe di calore, per chi vuole produrre oltre che consumare.

“Zélo non vende luce e gas, vende territorialità, vicinanza, comunità”, ha detto Marella, che ha messo in guardia dalle promesse facili: “Non si risparmia cambiando gestore, non si risparmia cercando l’offerta migliore. Si risparmia consumando in modo più consapevole”. Un esempio pratico: la lavatrice, che una volta conveniva accendere di sera, oggi costa meno a mezzogiorno, quando il fotovoltaico abbassa il prezzo dell’energia. Lo stesso Zecca ha ricordato che tra la peggiore e la migliore offerta sul mercato libero la differenza non supera i 150 euro l’anno: “Ci concentriamo sul prezzo e non sulla quantità di energia consumata”.

Un punto è stato chiarito in sala: l’adesione alla comunità è gratuita e indipendente dal contratto di fornitura. Chi entra nella CER conserva il proprio venditore di energia.

I numeri della comunità

Franco Feliciani, energy manager di CER Pescara, ha presentato le slide portate la settimana scorsa a Torino, a Future4Cities, il festival delle città che cambiano, dove Pescara era tra le poche città italiane invitate.

La comunità opera su quattro configurazioni, una per ciascuna cabina primaria che serve la città. Il Comune ha realizzato dieci nuovi impianti fotovoltaici sulle scuole, per 1.500 kilowatt di potenza, e ha avviato l’efficientamento del patrimonio pubblico: 16 milioni di euro investiti, 12 recuperati con i contributi del GSE, consumi ridotti del 30 per cento.

Per chi aderisce come consumatore non ci sono costi: i soci ricevono una quota dell’incentivo che il GSE riconosce sull’energia condivisa, circa dieci centesimi per chilowattora. Chi installa un impianto vede il tempo di ritorno dell’investimento scendere da nove o dieci anni a cinque o sei. Una famiglia con un consumo medio di 3.000 chilowattora e un piccolo impianto evita circa 1.400 chili di CO2 l’anno, “il lavoro di 55 alberi”, ha detto Feliciani.

L’obiettivo di 500 soci entro fine 2026 è quasi raggiunto. Sono entrati l’Università d’Annunzio e la Provincia, mentre altri enti pubblici sono in fase di adesione. “Parliamo di soggetti che consumano dai 50 ai 60 milioni di euro di energia all’anno, tutti insieme”, ha spiegato Feliciani. “Immaginate quanti impianti potremo avere”. La comunità conta già quattro produttori terzi, imprese che mettono impianti a disposizione dei soci senza poterne diventare membri.

Migliozzi ha inserito la firma in un percorso: “Abbiamo già stretto una collaborazione con ACA, che gestisce il servizio idrico. Oggi più che mai c’è la necessità di far crescere la comunità e informare le persone che esiste questa opportunità”.

Il tesoriere Lanfranco De Santis, che ha avviato i contatti con il gruppo, ha ricordato che la CER è nata “per essere animata dagli operatori del territorio e non governata dai grandi gruppi”, e per questo è stata invitata dal Ministero dell’ambiente a presentarsi come caso di studio. Il collo di bottiglia resta il GSE: “I tempi amministrativi sono molto lunghi, ma prima o poi questo fiume comincerà a scorrere”.

Il pomeriggio si è chiuso tornando all’immagine di partenza, l’isola elettrica di Ortona. “Anche noi possiamo diventare un’isola”, ha detto Mazzoni chiudendo i lavori, “molto più grande, ma aperta: più persone entrano e ne fanno parte, più cresciamo tutti”.

Articolo di “Abruzzo Speciale” – Link al articolo

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